Il castello di petroia

A metà percorso della strada antica che da Perugia porta a Gubbio, si staglia all’orizzonte la severa e maestosa mole del Castello di Petroia, un complesso di edifici medievali racchiusi entro una cinta muraria; una acropoli, alla cui sommità si erge il Mastio con al centro la Torre.

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Il Mastio nel suo complesso e le mura esterne sono gli elementi più antichi, risalenti al XII secolo e si mostrano a chi giunge al Castello come un vero borgo medievale.

All’interno, costruiti sulle originarie possenti mura, si ergono due palazzi: Il Castellare Maggiore e il Castellare Minore, risalenti al XV° secolo. Essi fanno da paramento ad una stretta via che iniziando dal grande cancello, attraversa una graziosa corte e sale verso il Mastio.

Il Castello è sempre stato abitato nei tempi; utilizzato come fortezza inespugnabile nel Medioevo e residenza di feudatari e signori fino al secolo XVIII°. Dall’unità d’Italia, persa ogni funzione pubblica, è abitazione signorile e il centro di una azienda agraria. La sua ultima trasformazione è degli anni ‘90 dello scorso secolo quando si è trasformata nell’attuale struttura ricettiva.
Oggi accoglie 13 camere, ognuna diversa dall’altra, disposte nelle tre strutture principali.

Il Castellare Maggiore contiene anche due belle sale per gli Ospiti: La Sala Guidubaldo e la Sala degli Accomandugi. Al solo vederle si resta colpiti dai molti elementi di autenticità che esse custodiscono. Il senso di sacralità della pietra, il fascino discreto del legno e l’eleganza degli arredi suscitano ammirazione e quasi un senso di incredulità nel poter vivere in tale contesto ancora al giorno d’oggi.

Al pian terreno, si trova una graziosa biblioteca, realizzata lungo le pareti di una intera stanza, opera recente di Cesare Pica, falegname del Castello. Dai romanzi ai saggi, dalla poesia alle intera collezione dei volumi dell’Accademia dei Georgofili, poi riviste antiche e tante curiosità sono nascoste tra le molte centinaia di libri.

Dalla libreria un seguirsi di salette sono a disposizione degli ospiti, congiungendo la sala di Ricevimento alla Sala degli Accomandugi.
Da una di queste salette si scende ad una segreta ove si nota una feritoia il cui architrave in quercia è parzialmente carbonizzato. E’ il ricordo ultimo dell’incendio conseguente all’assedio del 1487.

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